Per colpa dei danni subiti dai veicoli nelle grandi città, molte compagnie spingono alcuni assicurati a stipulare delle assicurazioni relative agli atti vandalici. In tutti i contratti relative alle polizze infatti è menzionata la voce, e sarà diritto del singolo stabilire se aumentare il premio assicurativo andando ad aggiungere la copertura in caso di danni causati da atti volontari di terzi.

Quali danni rientrano nella definizione di "vandalici"?

Rientrano tra gli atti di vandalismo eventuali danni derivanti da: scontri socio- politici, manifestazioni, tumulti, scioperi, sommosse, atti di sabotaggio, di terrorismo ecc.

I danni subiti sono senza dubbio quelli più fastidiosi per i clienti, che si vedono danneggiare la propria auto per l'inciviltà di terze persone, mettendo a repentaglio i risparmi e gli investimenti di cittadini onesti che invece con tanta cura si sono comprati un'automobile. Come effettuare quindi una denuncia contro gli atti vandalici?

Come richiedere l'indennizzo per atti vandalici

Chi sceglie questo tipo di copertura, oltre ad esempio a quella per incendio (spesso la clausola in questione è proprio abbinata a quella per furto e incendio), nel caso di danno devono:

  • presentare la denuncia contro ignoti per atti vandalici alla polizia o ai carabinieri; 
  • con la denuncia si richiede il risarcimento alla propria compagnia assicuratrice;
  • la Compagnia Assicurativa verifica che il danno e la conferma come causa gli atti vandalici;
  • la Compagnia riconosce all'assicurato un indennizzo utile a coprire le spese per riparare il danno.

Questa procedura è stata portata avanti dalle compagnie di assicurazione per tutelare chi voleva trarre un guadagno attraverso frodi e truffe.

Non a caso le imprese inseriscono nella clausola lo scoperto, ossia che una parte delle spese è a carico del cliente assicurato che può essere anche contestualizzato attraverso una franchigia o un minimo fisso. Inoltre sarà il perito dell'assicurazione a valutare se il danno riportato è stato causato da atti vandalici oppure da un tentativo di truffare le case assicuratrici. Vediamo ora come viene calcolata l'assicurazione in base alla denuncia contro gli atti vandalici

Denuncia per atti vandalici: come viene calcolata l'assicurazione?

Stipulare un’assicurazione per atti vandalici determinerà per voi un altro vantaggio: l’aumento del premio assicurativo.
Il costo di questa polizza nello specifico, come è facilmente intuibile, viene stabilito in base al valore dell’auto da assicurare.
Tuttavia non si tratta dell’unico parametro che si tiene in considerazione, grande rilevanza possiede l’incidenza degli eventi dolosi nella zona di residenza del richiedente.
Questi sopra citati sono i due fattori a maggiore rilevanza, ma vi sono altri fattori che influiscono sul premio, tra cui:

  • La sistemazione notturna del veicolo: se il richiedente è costretto a lasciare l’auto per strada anziché in un garage privato, allora occorre che paghi di più (proprio perché la probabilità che si verifichino atti vandalici è più alta);
  • Modalità di parcheggio nelle ore diurne durante la settimana: anche in questo caso è necessario descrivere e dichiarare la zona in cui si lascia l’auto durante il giorno magari mentre si lavora.

Una volta stabiliti i fattori di rischio, non manca che calcolare il premio comprendendo il valore complessivo dell’auto e quello delle eventuali riparazioni parziali da compiere.
Le clausole relative all’assicurazione atti vandalici variano, naturalmente, da compagnia a compagnia. Proseguiamo il nostro articolo sulla denuncia contro gli atti vandalici.
Alcune possono obbligare il contraente a rivolgersi, ad esempio, ad un’officina da loro indicata per effettuare ogni tipo di riparazione, al fine di avere un controllo diretto sugli eventuali danni e le spese ad essi connesse.
Altre compagnie si limitano a voler far vedere il veicolo danneggiato ad un loro perito al fine che possa fare un rapporto che serva alla compagnia per comprendere l’entità dei danni, ma lasciando l’assicurato libero di poter rivolgersi all’officina che preferisce.
Starete sicuramente pensato che la seconda modalità sia la più conveniente proprio perché vi permette di rivolgervi al meccanico di fiducia magari risparmiando qualche decina di euro, ma per in entrambi i casi l’importante è possedere questo tipo di polizza accessoria.
Vi sono comunque delle limitazioni che bisogna conoscere prima di firmare il contratto, soprattutto per essere sicuri di star facendo un buon investimento. Continuiamo a parlare della denuncia contro gli atti vandalici.
Tali limitazioni riguardano:

  • I massimali, termine con cui s’intende l’importo di rimborso massimo superato il quale non si è coperti dalla compagnia
    È consigliabile verificare prima tale importo, al fine di chiedere eventuali modifiche qualora si ritenesse necessario;
  • Franchigia: si tratta del limite minimo entro cui non si ha copertura assicurativa, anch’esso  modificabile; 
  • Esclusioni: riguardano tutti quei danneggiamenti che non vengono direttamente provocati da un atto vandalico.

La franchigia per le polizze contro atti vandalici

In alcuni la società che si occupa di stipulare il contratto assicurativo, prevede una specifica franchigia per i danni causati dagli atti di questo tipo. Se nel verbale di denuncia compilato dalle forze dell’ordine è descritto anche il valore di eventuali accessori o optionals danneggiati, qualora la stessa polizza lo preveda, la persona assicurata può richiedere anche il risarcimento per questi ultimi.

Il consiglio è quello di leggere con attenzione le voci riguardanti gli atti vandali nel contratto d’assicurazione, per scegliere se stipulare o meno questa polizza accessoria. Da un'indagine condotta un anno fa da Direct Line, si è evidenziato che molti danni sono causati da questo tipo di situazioni, e il calcolo è arrivato a 14 italiani su 100 che hanno per almeno una volta compiuto tale atto.

Ne consegue che potrebbe risultare utile inserire anche questa clausola nel proprio contratto d'assicurazione, più che altro per tutelarsi da tante persone che magari per ignoranza o inciviltà danneggiano le automobili altrui senza nessun motivo valido.

A Milano per esempio, ben una persona su dieci ha dichiarato candidamente di aver fatto uno sfregio alla carrozzeria di un'automobile. Invece, passando al Sud, a Gela, è emergenza sicurezza per l'alto numero di atti che si verificano in città e l'aumento conseguente di denuncia contro gli atti vandalici.

Come ottenere il risarcimento

In diverse città italiane capita spesso di ritrovarsi l’auto danneggiata senza avere idea di chi possa essere il responsabile, con conseguenze quali rabbia e frustrazione. Dal 2016, ad esempio, rigare un’auto parcheggiata in un’area privata non costituisce più reato, ma continua ad essere tale se l’auto si trova parcheggiata in una via cittadina oppure in un parcheggio pubblico e non custodito.
Nel caso in cui, dunque, la vostra auto si trovi in sosta per strada ed il danneggiamento è da parte di ignoti, allora vi ritroverete nella casistica più frequente che è anche quella meno risarcita. 

In questo caso, infatti, a meno che non cogliate sul fatto chi ha provocato il danno, la possibilità di essere risarciti sussiste solo sottoscrivendo una polizza auto per atti vandalici

In questo caso, dovrete sporgere denuncia per atti vandalici contro ignoti presso le forze dell’ordine entro 90 giorni da quando si è notato il danno. A questo punto dovrete inviare una copia della denuncia alla propria compagnia assicurativa con allegata la domanda di rimborso. Vi ricordiamo che l’assicurazione copre i costi dovuti agli atti vandalici superata la somma indicata chiaramente nel contratto.
Ma se si volesse scoprire chi è stato a danneggiare la propria auto per poter sporgere denuncia per atti vandalici? In questo caso potrebbe essere molto difficile, ma non impossibile. 

Sicuramente vi sono casi in cui un testimone oculare potrebbe essere la vostra salvezza e aiutarvi ad individuare il colpevole. In molti casi chi danneggia un’auto con la propria finisce per avere dei segni visibili anche sulla propria auto: basterà una perizia per confrontare la compatibilità dei due danni (il giudice può nominare un consulente d’ufficio per verificare i propri sospetti).
Un altro modo è sicuramente quello di collocare una dashcam all’interno del proprio veicolo che verrà considerata come prova dal giudice. 

Nel caso in cui la vostra auto si trovasse in un parcheggio, allora il caso è più complesso. Questa complessità deriva dal fatto che le compagnie assicurative non riconoscono questa categoria di danni tra gli atti vandalici. Il risarcimento in questo caso avviene solo se il danno alla vettura supera i 500 euro e subentrano danni anche alla persona.
In caso di parcheggio a pagamento e custodito, invece, sarà il proprietario dello stesso a rispondere sia di eventuali danni da atti vandalici che di eventuali furti.

Autore: Enrico Mainero LinkedIn
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).