L’inquinamento e il traffico nelle grandi città sono due problemi che mettono a dura prova qualsiasi amministrazione comunale. Le principali città europee – per ovviare a entrambi i problemi – hanno da tempo istituito delle zone a traffico limitato, destinato a aree pedonali interi quartieri o imposto l’obbligo di pagare l’accesso al centro storico contestualmente attivando politiche di educazione all’ambiente e incentivando l’acquisto di veicoli ecologici.

Roma è tra le città che ha istituito le zone a traffico limitato e suddiviso la città in “fasce”, nonché ha posto delle limitazioni al traffico  nei periodi di picco di inquinamento. Il piano di viabilità sostenibile della capitale è più comunemente noto come la fascia verde a Roma, un’area estesa con grandi limitazioni al traffico nei giorni in cui si registra il superamento dei imiti di inquinamento.

Come è strutturata la fascia verde di Roma

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Le aree soggette a limitazioni di circolazione – occasionali o permanenti – nella capitale interessano un’area pari a 4,2 km2 suddivisa in tre “fasce”:

  • L’area del centro storico (che sulle mappe della circolazione è solitamente evidenziata in giallo);
  • La fascia verde (sulle mappe di colore verde);
  • L’anello ferroviario (sulle mappe identificato con il colore viola ed è l’anello più esterno delle aree soggette a limitazioni).

L’area in cui la circolazione è maggiormente limitata è il Centro Storico che si suddivide a sua volta in ulteriori 5 zone interdette al traffico: Centro, Trastevere, Testaccio, Tridente (ovvero l’area compresa tra i confini delle strade limitrofe a Piazza del Popolo, Via di Ripetta, Via del Corso, Via del Babuino) e San Lorenzo. Nel centro storico le limitazioni al traffico sono anche diurne con i varchi attivi dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 18 e il sabato dalle 14.00 alle 18.00. Le zone a traffico limitato anche la notte e il sabato sono 5 identificate nel quartiere di Trastevere e Testaccio, San Lorenzo, Rione Monti e Centro storico  che sono anche note aree della movida romana.

Sono ovviamente previste delle esenzioni e deroghe all’osservanza dei divieti che interessano i residenti - che sono però tenuti a procurarsi i relativi permessi per accedere ai settori interdetti - i taxi, le auto a noleggio con conducente, le persone con disabilità, i veicoli elettrici, moto e ciclomotori.

Il centro storico è sempre interdetto nelle modalità sopra descritte, ma quando i livelli di inquinamento superano la soglia di tolleranza fissata dal comune, il blocco alla circolazione si estende anche alla fascia verde e all’anelo ferroviario. In questi casi la circolazione è vietata dal lunedì al venerdì ai veicoli e ciclomotori a benzina precedenti la classificazione Euro e Euro 1 e ai veicoli diesel fino a Euro 3.

La fascia verde è interdetta ai veicoli inquinanti in base al superamento dei limiti nelle modalità seguenti:

  • dal terzo giorno di superamento: divieto esteso anche agli autoveicoli Euro 2 (benzina) ed ai ciclomotori e motoveicoli Euro 0 e Euro 1 a due, tre e quattro ruote con motore a 2 o 4 tempi dalle 7.30 alle 20.30
  • dal quinto giorno di superamento: divieto esteso agli autoveicoli Euro 3 (diesel) negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30
  • all'ottavo giorno di superamento: il divieto si estende agli autoveicoli diesel Euro 4, Euro 5 e Euro 6 negli orari 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Per quanto riguarda il divieto di circolazione nell’anello ferroviario, il traffico è limitato ai veicoli giù interdetti nella fascia verde e dal 1°  novembre 2019 fino al 31 ottobre 2020 anche ai veicoli Euro 3 diesel, inclusi i veicoli residenti all’interno dell’anello. Lo stesso divieto si applica ai veicoli per il trasporto merci nella categoria Euro 3 Diesel (categorie N1, N2, N3). Il divieto è sospeso il week-end e nei giorni festivi infrasettimanali.

Cosa sono le domeniche ecologiche

Le domeniche ecologiche rappresentano un’iniziativa che mira a migliorare la qualità di vita e ambientale della città, oltre che ad abbattere i livelli di inquinamento e consiste nell’istituire delle domeniche in cui vige il divieto totale di circolazione all’interno della fascia verde per tutte le tipologie di veicoli con motore endotermico entro le fasce orarie comprese tra le 7.30 e le 12.30 e tra le 16.30 e le 20.30. Le limitazioni comprendono anche i veicoli Diesel Euro 6 di ultima generazione.

Si tratta di un modo per stimolare anche la cittadinanza a occupare e vivere gli spazi urbani in modo alternativo favorendo l’uso del trasporto pubblico, o di veicoli alternativi come le vetture elettriche o ibride, le biciclette, i monopattini, gli scooter elettrici e ogni altra forma alternativa per spostarsi in città.

Le sanzioni per il mancato rispetto dei divieti nella fascia verde

Chi viola i divieti di transito nelle aree sottoposte a limitazioni di circolazione è soggetto a una multa di 80 € minimo a cui si aggiungono 14 € di spese procedurali a carico del sanzionato per un totale di 94 €.  Se non si paga nei termini prestabiliti, la cifra aumenta considerevolmente con interessi di mora fino a 335 € di contravvenzione.

Tutti esenti, ma i Bus a Disel euro 3?

Roma è stata categorica nell’anno 2019: nell’anello ferroviario (che non corrisponde con la conosciuta fascia verde) a Roma non è più consentita la circolazione permanente dei veicoli diesel Euro 3. Le auto private non potranno più circolare per il Campidoglio, il quale punta a contenere l’inquinamento atmosferico in maniera sempre più agguerrita, non mancando nella salvaguardia e nel mantenimento della salute dei romani. In ottemperanza delle normative anti-smog, il divieto per i privati diesel Euro 3 è in vigore dal lunedì al venerdì, dalle ore 00:00 fino alle ore 24:00, tranne per quanto interessa i giorni festivi e infrasettimanali. Ovviamente tutte le categorie di veicoli di emergenza (soccorso e invalidi), saranno escluse da tale esenzione. Il provvedimento ha coinvolto ben 23.000 auto, facenti attualmente parte del parco macchine oggi in circolazione. Per tutti i mezzi che trasportano merci ci sarà invece un piccolo periodo transitorio che va da giorno 1.11.2019 fino al 31.03.2020, durante il quale il provvedimento sarà un po’ più flessibile.

Purtroppo, quella dello stop Euro 3, è una decisione incisiva, che non ha avuto il giusto rispetto per tutti: la circolazione è consentita a 800 autobus Diesel Euro 3, che continueranno ad inquinare senza sosta. Ovviamente è ammissibile che i mezzi di soccorso stradale e il pronto intervento che competono acqua, luce e gas non possano fare uno switch rapido e tempestivo, essendo ogni giorno in un’attività frenetica. I mezzo pubblici come gli autobus però potrebbero subire una graduale transizione, cosa che invece sembrerebbero non fare. I mezzi pubblici fortemente inquinanti avranno l’opportunità di circolare senza nessun problema e, questo metodo, non sembra far contenti quei privati che invece sono obbligati ad una riduzione lesiva, per lavoratori e commercianti. L’architetto municipale di Roma, Sergio Urbino, insieme al Movimento Ecologista Ecoitaliasolidare, si è pronunciato nella convinzione di nuove soluzioni per far diminuite il livello di inquinamento dell’aria. Purtroppo la qualità dell’aria nella Capitale, insieme alla gestione spazzatura e alla manutenzione della città, non è in ottime condizioni. Nonostante le limitazioni, Roma si collocò come la peggiore città italiana sul piano dello stato di vita: un intervento rivoluzionario è quello che serve, affinché cittadini e pubblici vivono nella totale salute e nel benessere collettivo.

La rimozione del Diesel Euro 3 è un ottimo punto di partenza, che si spera possa essere esteso anche a coloro che ne hanno indetto l’ordinanza.

Autore: Enrico Mainero LinkedIn
Immagine di Enrico Mainero

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